
Cosa sta succedendo in città?
Ore 18:00 ad L38Squat:
Assemblea di confronto su speculazione e gentrificazione
Costruiamo una rete romana solidale!
35 Anni Senza Stato

Ore 18:00 ad L38Squat:
Assemblea di confronto su speculazione e gentrificazione
Costruiamo una rete romana solidale!
“Crediamo sia importante lasciare traccia di un percorso che non è arrivato al capolinea ma in un momento dove tutto è chiaro“
Dev’essere piccolo l’impiegato che l’Ater ha mandato due volte al sesto ponte per attaccare prima un avviso di sgombero un po’ generico e poi, due giorni dopo, un foglio più esplicito dove si dà un ultimatum a L38Squat.
Dev’essere piccolo piccolo o molto strisciante per non farsi scorgere dal parapetto e non farsi notare dalle decine di persone che dai palazzi contattano Ater per manutenzioni, infiltrazioni, ascensori bloccati, riscaldamenti assenti, alloggi in fiamme e assegnazioni fantasma senza mai ricevere risposta.
Chiediamo a tuttx un po’ di attenzione perché vogliamo riassumere qualche passaggio, non i nostri 35 anni di occupazione ma almeno 6 anni di abusi e mobilitazioni:
nel gennaio 2020 inizia un censimento di chi occupa il V e il VI ponte volto ad assegnare alloggi provvisori per fare spazio ad un progetto di riqualificazione.
L38Squat non partecipa al censimento e sceglie di lottare con chi rivendica una casa, comprese le persone considerate “senza titolo” dalla burocrazia assassina.
Nel marzo 2021, grazie ai solleciti del Comitato Occupanti, avvengono le prime assegnazioni provvisorie con 2 anni di scadenza e con l’obbligo di pagare una pena pecuniaria per gli anni di occupazione. Ater dichiara che, una volta ultimato il progetto, vuole riassegnare ad alcune famiglie, mandate a costruirsi un quotidiano altrove, le stesse cubature dei ponti.
Da questo momento in poi, fino al 2024, le assegnazioni provvisorie proseguono a singhiozzo con la spinta autorganizzata del Comitato e i politici commettono alcuni illeciti per pilotare delle assegnazioni. Ater consegna l’inizio del cantiere ad una ditta che compie abusi quotidianamente documentati e nel frattempo gli alloggi vuoti vengono rioccupati da persone senza casa e inizia una lotta per non lasciare nessunx in mezzo a una strada. Le manifestazioni si susseguono nel tempo chiamando in causa chi governa il municipio e chiedendo di farsi garante per chi abita in quartiere.
Nel febbraio 2024 parte lo sgombero di chi è considerata “senza titolo” nel V ponte. Dopo giorni di violenze e minacce da parte degli operai, la polizia militarizza il quartiere e sbatte in strada le donne che resistevano tra le macerie di un cantiere pericolante. Con loro perdono casa i/le figlx e alcuni animali ma subito si aprono le porte del quartiere e del centro sociale per dare loro ospitalità.
Da qui in poi parte la giostra, in un paese in cui è normale buttare le persone in strada e attaccare chi si rifugia in tenda:
il giorno dello sgombero del V ponte il quartiere e i/le compagnx scelgono di andare dalla presidente del municipio per ottenere alloggi del comune per le donne lasciate in strada. La presidenza, tutta, si fa negare e schiera la celere davanti agli uffici per evitare il confronto. La giornata prosegue con una scampagnata all’ottavo ponte dove vive un impiegato della Regione, uno che si è venduto il quartiere ai politici come raccatta voti e che, nel frattempo, si è acchiappato dall’Ater un attico unico nel suo genere e si è fatto recintare un parchetto pubblico, detenendone il controllo esclusivo e rendendolo di fatto privato. Si fa notare ai vicini l’incoerenza di chi ha guadagnato per sé promettendo riscatto sociale e si torna a casa per preparare un letto caldo a chi è stata sgomberata in pieno inverno.
Il giorno successivo i giornali titolano di un’aggressione al signor raccatta voti, alla famiglia e di danneggiamenti a casa sua.
Fatti ampiamente smentiti da documentazione e lettere che il Comitato Occupanti ha rivolto a vari funzionari.
In questo teatro dell’assurdo si aggiunge il Municipio IX che inventa un clima intimidatorio verso i propri dipendenti attraverso due eventi: una macchina prende fuoco in un parcheggio adiacente agli uffici (macchina che poi è risultata estranea al municipio) e una persona colpisce con una testata il vetro del banco delle informazioni nella sede.
Solo qualche settimana dopo capiamo il perché di queste dichiarazioni shock sui media: grazie a un’accelerazione senza pari parte il cantiere per una nuova sede del municipio, fuori dal Laurentino, nel neonato quartiere accanto al centro commerciale Maximo.
In questo contesto frizzante la ditta appaltatrice del cantiere del V ponte viene trovata, da noi abitanti, a vendersi tonnellate di ferro sottobanco e nell’abbandono totale dei lavori un giorno prende fuoco l’intero cantiere e le fiamme avvolgono il ponte dove sono presenti diverse bombole del gas.
Nel 2025, mentre una nuova ditta diventa referente del cantiere al V ponte, il Municipio decide di placare gli animi in quartiere organizzando un incontro fuffa con Ater: una mattinata di confronto sui problemi del quartiere si trasforma in 25 minuti per raccogliere su dei moduli “nome, cognome e problema” di ogni abitante mentre la dirigenza Ater si dice impossibilitata ad affrontare tutto perché il predecessore era stato arrestato e i guai erano i suoi. Da qui ad oggi partirà una campagna di manutenzione del verde pubblico largamente promossa sui gruppi Facebook di quartiere e nulla più.
Perché riassumiamo questi passaggi?
Potreste benissimo pensare “vabbé v’hanno fatto il cappottone, ciao”
Crediamo sia importante lasciare traccia di un percorso che non è arrivato al capolinea ma in un momento dove tutto è chiaro.
Nel 2023, dopo 32 anni di occupazione, Ater ha denunciato L38Squat.
Tre decenni dove ci siamo presx cura dell’intero VI ponte, non solo degli spazi che autogestiamo, tre decenni dove abbiamo aiutato chiunque a fare lavori di manutenzione.
Dopo tutto questo tempo Ater si sente padrone di tutto e vuole usare le case autocostruite e lo spazio sociale per le tasche di funzionari e ditte, permettendo ai politici di vantarsi di un esaltato restyling del quartiere che non è altro che l’espulsione coatta di una parte della popolazione.
Gli operai Ater hanno già distrutto e abbandonato tra le macerie diverse abitazioni e il sesto ponte è diventato un colabrodo per merito loro.
Ater deve occuparsi dei propri danni e tenere le mani lontane dallo spazio occupato dal centro sociale.

Il 14 febbraio saremo in strada perché abbiamo troppo da difendere.
L38Squat non si sgombera.
Il sesto ponte è del quartiere.

Venerdì 17 ottobre 2025
Una serata per autofinanziare la prossima street parade nel quartiere Laurentino 38
Dalle 18
nella Sala prove Beat&Kill: Djs della ciurma di L38Squat & friends
Dalle 19
aperitivo
Dalle 20
Cena vegan
L38Squat-Sesto Ponte Occupato
Via Domenico Giuliotti 8x

Quando dei movimenti globali scatenano la solidarietà e la lotta degli oppressi e delle oppresse, nei quartieri popolari possiamo respirare quella forza.
Che sia il grido di libertà delle donne a spingere maree di proteste, che siano i/le più giovani ad opporsi allo sfruttamento dell’uomo sulla natura, che sia una popolazione intera a resistere in Palestina al colonialismo e a muovere il conflitto ovunque non si accetta l’abominio perpetuo di chi governa il mondo, nelle periferie possiamo abbracciare queste ventate di vita.
Nelle difficoltà del nostro quotidiano, nel buco del culo del mondo dei nostri piccoli quartieri, il senso di sopraffazione davanti a genocidi e guerre non deve condurci alla rassegnazione.
Per quanto si possano agitare i bot e gli algoritmi per imporci l’idea della sconfitta, stiamo reimparando ad alzare la testa.
Se riemerge il senso dello sciopero da una vita di sfruttamento e miseria, se si occupano le piazze, le strade e le scuole, se le armi vengono bloccate e non sono più la pioggia di morte su popolazioni intere, è grazie a chi conosce la fatica del lavoro e a chi, da più giovane, non accetta che gli venga consegnato un mondo così ingiusto tra le mani.
Nessun politico muoverà un dito per rendere migliori le nostre vite, ormai è chiaro a tutte e tutti.
Sabato saremo in corteo perché una casa da difendere, uno spazio da condividere o un aiuto a chi sta in difficoltà ci fa sentire orgogliosx di stare da questa parte della barricata e più vicinx a chi resiste in ogni angolo del mondo.
Non vogliamo essere i nomi sulla cronaca dei giornali quando si parla di morti sul lavoro, sgomberi e carcere, vogliamo essere tra i cuori che battono nelle piazze in tumulto di tutto il paese.
L38Squat per una vita libera insieme.
Ater renditi utile, vai a sgomberare i coloni sionisti in Palestina.
Ieri, domenica 23 febbraio, al Laurentino 38 c’era il sole e c’erano anche i sorrisi e la fatica.
Uno spazio abbandonato da ATER – il campetto da calcio tra V e VI ponte – ha vissuto di cose molto semplici: la spontaneità dello stare insieme e divertirsi, la possibilità di stare meglio impegnandosi collettivamente.

L’esempio del signor Tonelli, che da anni cura un campetto dove chiunque può giocare a pallone, è un faro per tanti spazi verdi da strappare alla privatizzazione e alla speculazione. Noi stiamo facendo la nostra piccola parte.
L’iniziativa di ieri è stata possibile grazie alla partecipazione di tanti collettivi e tantx singolx compagnx che stiamo incontrando nelle lotte. Numerose realtà sotto minaccia di sgombero hanno unito le forze per dimostrare quanto è potente l’autogestione.
Noi del centro sociale del VI ponte abbiamo la fortuna di stare al Laurentino 38 in un tempo speciale dove sembra che l’attenzione per il quartiere sia rinata e che sia possibile attivarsi collettivamente per vivere meglio insieme. Ieri è stato bellissimo vedere i nostri vicini di casa affacciarsi in finestra e poi scendere per viversi con noi un bel pomeriggio.
La nostra occupazione si avvicina a compiere 34 anni e presto comunicheremo le iniziative che vogliamo organizzare in quartiere. Nei prossimi giorni saremo presenti al corteo popolare del 1 marzo a Quarticciolo contro il modello Caivano e alla biciclettata del 23 marzo a Fiumicino contro il porto croceristico con cui la Royal Caribbean vorrebbe distruggere il mare.

Massima solidarietà a Strike, al Bilancione Occupato di Fiumicino, al Palazzo dell’ex-questura di Quarticciolo e a chiunque resiste a sgomberi e sfratti.
Il pensiero sempre forte ai nostrx compagnx di Torre Maura, del Campetto Occupato di Giulianova e del Tortuga.
L38Squat è al vostro fianco ogni giorno.

Mentre la speculazione divora i posti dove abitiamo, dal Laurentino 38 abbiamo lanciato un invito a chi lotta sul litorale di Fiumicino.
Dal decreto Caivano in poi è sempre più chiaro che il governo delle periferie è sul modello carcerario. Dal Quarticciolo al Laurentino, passando per le zone rosse dell’Esquilino e il Tuscolano, il cerchio repressivo si stringe intorno a certe aree della città ma ogni quartiere è un “campo da gioco” dove ognunx può fare la sua parte di lotta.
Che sia la Royal Caribbean a devastare il mare e ogni forma di vita o sia un progetto di riqualificazione a deportare, impoverire e distruggere a noi resta una bellissima possibilità: resistere e farlo insieme.
Attività della giornata:
Durante tutta l’iniziativa ci sará la diretta di Radio Onda Rossa. Dopo pranzo verrá fatto un approfondimento sulle lotte nei quartieri con varie realtà della città.
Appuntamento alle ore 11 nel cortile di L38Squat (via Domenico Giuliotti)

GIÙ LE MANI DALLE OCCUPAZIONI
L38Squat – il Centro sociale del sesto ponte
Bilancione Occupato

CONTRO I PADRONI DELLA CITTÀ
CONTRO I SIGNORI DELLA GUERRA
20 DICEMBRE 2024 ore 17 ore 16:30
MANIFESTAZIONE su via Laurentina tra la sede di Leonardo Spa, il centro commerciale Maximo e la città militare
A pochi giorni dall’inizio del mega evento giubileo, il centro di Roma è un mondo a parte anestetizzato da black fridays, impacchettato da cantieri e con la festa del governo che ha trasformato Circo Massimo in un osceno villaggio di natale.
Che succede, invece, nelle periferie di un paese in guerra?
A Milano le guardie uccidono un pischello in motorino, ne feriscono un altro e provano a insabbiare tutto, minacciando i testimoni.
A Roma tra retate, sgomberi, sfratti e passeggiate per la legalità provano ad addomesticare interi quartieri.
A Caivano – laboratorio a cielo aperto di mostrificazione, stigmatizzazione e repressione – continuano gli sgomberi in un quartiere sotto assedio militare.
Cosa può fermare questa violenza?
Da Milano a Caivano solo la lotta sembra riportare al centro la verità e i bisogni.
Pare evidente che la legalità di cui lo Stato parla non corrisponde alla nostra sicurezza. Sicurezza è, per esempio, avere una casa e riuscire ad arrivare a fine mese in modo degno. Sicurezza sono relazioni di solidarietà, reciproco sostegno, complicità, auto organizzazione per la soddisfazione dei bisogni di tutti e tutte.
Sicurezza non è certo vivere in un Paese i cui maggiori introiti economici sono per chi fabbrica e vende armi utilizzate in guerre e genocidi a difesa di interessi economici, egemonici e di rapina di materie prime in tanti luoghi di questo mondo.
Al Laurentino 38, una passeggiata per la legalità organizzata da Don Coluccia ha recentemente dipinto in TV il nostro quartiere come uno dei posti più brutti al mondo. Quando si parla così di un quartiere, l’umiliazione è rivolta a chi lo abita.
A pochi giorni dalle festività vogliamo dare fastidio e dire la nostra davanti ad uno dei luoghi di sfruttamento e consumo che riguardano il nostro quartiere, accanto a chi fabbrica e vende morte per le guerre in tutto il mondo, davanti a chi pattuglia quartieri e invade altri Paesi.
Facciamo appello ai nostri compagni/e/x e a chi vive nelle periferie per aggiungersi a noi venerdì 20 DICEMBRE 2024 alle ore 17, ore 16:30 per una MANIFESTAZIONE su via Laurentina tra la sede di Leonardo Spa, il centro commerciale Maximo e la città militare.
Appuntamento all’incrocio tra via Laurentina e via Celine.
Disertiamo le guerre
Guastiamo le feste a chi predica pace e causa solo miseria e morte
Dopo aver partecipato all’assemblea pubblica di ieri a La Sapienza, abbiamo scelto di anticipare la manifestazione alle ore 16.30 di venerdì 20 dicembre.
Per dimostrare solidarietà alla rivoluzione del Rojava e tenere alta l’attenzione sulla Siria dopo la caduta del regime, a Roma si tornerà in strada in diverse occasioni. Per evitare sovrapposizioni e semplificare la partecipazione abbiamo scelto di anticipare preventivamente l’orario dell’appuntamento di lotta che avevamo già annunciato.

Un prete che fa la guerra:
Nei giorni scorsi, un servizio televisivo di uno dei peggiori programmi RAI ci ha buttato nel tritacarne della guerra ai poveri e a chi è esclusx.
Il montaggio, in soli 2 minuti, fa apparire il Laurentino 38 come uno dei posti più brutti al mondo: immagini e parole violente che raccontano il nostro quartiere spogliandolo di dignità. Un miscuglio di sensazionalismo e criminalizzazione che non vuole certo far emergere i problemi delle persone che ci abitano ma solo costruire una versione umiliante, utile a chi è in cerca di visibilità e propaganda.
Per don Coluccia e l’intervistatrice, il Centro sociale del sesto ponte andrebbe sgomberato supportando questa tesi con un collegamento diretto tra noi, lo spaccio e la criminalità organizzata.
Quando gli abitanti lamentano l’incuria di Ater per appartamenti senza manutenzione da più di 20 anni il servizio, invece, corre veloce.
Non sappiamo a chi faccia un favore questo schifo televisivo, registrato nei primi giorni di ottobre e poi proposto solo ora.
Per certo racconta bene la Roma del giubileo e le politiche dedicate a chi vive nelle periferie: abbandono e polizia.
Questa volta è toccato a noi ma nella giostra della propaganda fascista capitano ogni giorno migliaia di vite simili alle nostre.
Che abbia coinciso con le notti di protesta al Corvetto contro la brutalità poliziesca per l’uccisione di Ramy e con gli sgomberi di massa delle case occupate a Caivano, dice già da che parte stiamo.
Lamentarci non è nel nostro stile: stiamo già preparando una risposta in strada per i prossimi giorni, proprio quando diamo più fastidio e dove meglio crediamo.
L38Squat – il centro sociale del sesto ponte

V Ponte
Quasi 3 anni di cantieri = solo macerie, pericolo crolli, spazzatura ovunque, un mega incendio e tanti materiali lasciati a marcire.
330mila euro l’anno di occupazione di suolo pubblico che da Ater e Regione finiscono nelle casse del IX municipio = già 1 milione di euro in fumo per un cantiere fermo.
Da qualche giorno la polizia municipale si presenta insistentemente al cancello del centro sociale del sesto ponte.
Ripetiamo: nell’occupazione sono 33 anni che facciamo i lavori di manutenzione, curandoci della struttura intera, mentre il V ponte cade a pezzi per colpa vostra.
Ripetiamo: state lontani da noi.
Vi state mangiando i 7 milioni di euro del progetto sotto gli occhi di tutto il quartiere. Vergognatevi e non vi azzardate a proferire parola sul centro sociale.
Date le case subito alla gente e state zitti.

Più che una novità per il Laurentino 38 è una rinnovata battaglia tra politici di diversa bandiera.
I vecchi dicono ai nuovi che i cantieri sono fermi. I nuovi dicono ai vecchi che i lavori vanno avanti nonostante i debiti lasciati dai vecchi.
Di una cosa però possiamo stare sicurx: vecchi e nuovi sono pronti a prendersi i meriti quando e se qualche “opera” verrà conclusa. Sono persino riusciti a cantare vittoria per l’inaugurazione del teatro ad Elsa Morante, che per 10 anni era stato lasciato vuoto.
Il progetto di riqualificazione del quinto e sesto ponte è una lunga scia di speculazione che solo la costante attenzione degli abitanti riesce a smascherare.
Se un cantiere illegale e succhia soldi è stato smantellato, se le perdite di acqua sono state riparate, se i lavori del quinto ponte sono lentamente ripresi e ogni giorno devono dimostrare che qualche piccola cosa succede, è solo merito di chi si attiva, monitora e porta avanti proteste e denunce sociali.
Tutto sembra come sempre ma intorno a noi le cose accadono e peggiorano.
Abbiamo vite sempre più strozzate, un quartiere sempre più spento e il cambio di destinazione d’uso del quinto e sesto ponte per mettere la parola fine alle realtà sociali e alle serrande commerciali ne è un esempio evidente.
Tutto deve scorrere inesorabilmente tra Maximo e Euroma2, i corpi devono essere numeri, le malattie un destino scritto.
La nostra più grande paura è che invece della voglia di riscatto, sia la bruttezza a prevalere nei cuori e nelle menti. Se lo specchio del quartiere è l’immagine tremenda del cane che è stato abbandonato nel garage del sesto ponte, dobbiamo darci uno scrollone prima di sprofondare davvero.
In questi ultimi tempi la politica ha giocato le ennesime carte sporche. Un incendio nel parcheggio adiacente al municipio ha fatto parlare di intimidazioni e minacce ai politici, poco importa che a distanza di poche ore si sia chiarita l’origine.
Le dichiarazioni roboanti su RomaToday hanno solleticato Don Coluccia, il prete pallonaro antispaccio, che non si è fatto mancare una passeggiata per i ponti con la questura al seguito.
Il clima di paura e solitudine va spezzato insieme.
Per non restare in balia degli eventi.
Per pretendere una casa per tutti e tutte, per chi è nelle liste da quando è bambinx e ora vuole costruirsi una vita autonoma da persona adulta, per chi ha o non ha i titoli secondo la burocrazia assassina.
Per resistere insieme allo sgombero del sesto ponte e difendere L38Squat.
Appuntamento venerdì 28 giugno alle ore 18 nel cortile del sesto ponte, lato via Domenico Giuliotti.
