Mentre la speculazione divora i posti dove abitiamo, dal Laurentino 38 abbiamo lanciato un invito a chi lotta sul litorale di Fiumicino.
Dal decreto Caivano in poi è sempre più chiaro che il governo delle periferie è sul modello carcerario. Dal Quarticciolo al Laurentino, passando per le zone rosse dell’Esquilino e il Tuscolano, il cerchio repressivo si stringe intorno a certe aree della città ma ogni quartiere è un “campo da gioco” dove ognunx può fare la sua parte di lotta.
Che sia la Royal Caribbean a devastare il mare e ogni forma di vita o sia un progetto di riqualificazione a deportare, impoverire e distruggere a noi resta una bellissima possibilità: resistere e farlo insieme.
Attività della giornata:
partite di calcetto
laboratori per grandi e piccini/e
maschere per il carnevale!
giocoleria e circo pirata
banchetto per serigrafare tessuti
cibo e bevande!
Durante tutta l’iniziativa ci sará la diretta di Radio Onda Rossa. Dopo pranzo verrá fatto un approfondimento sulle lotte nei quartieri con varie realtà della città.
È ormai una settimana che il nostro quartiere è sulla cronaca di TV e giornali. Abbiamo aspettato in silenzio che la notizia di alcuni arresti venisse consumata da chi banchetta sulle difficoltà altrui ma sembra non ci sia ancora pace.
Ieri sera, ancora una volta, il quartiere era sotto assedio. Ogni ingresso pattugliato da numerose volanti.
Lo diciamo senza mezzi termini: la criminalizzazione rivolta al quartiere sta generando un clima pesantissimo e non vogliamo che le guardie si sentano padrone delle nostre vite. Che può succedere se un pischello in motorino non si ferma a un posto di blocco perché ha fatto due tiri di canna e non vuole perdere la patente? Che può succedere se qualcun risponde male o ignora le domande della prima guardia che capita in quartiere? Mentre media e politici pompano odio verso le periferie, a noi preoccupa il quotidiano. Ci aspettiamo solo violenze.
Il Laurentino 38 continua a subire maltrattamenti da ogni amministrazione ma questo non fa notizia. Non fa notizia, ad esempio, che la Regione Lazio ritiri grossi finanziamenti previsti per interventi nel quartiere perché l’ATER li ha lasciati inutilizzati fino alla scadenza. O che il Municipio IX abbandoni il quartiere, spostando la sua sede accanto al centro commerciale Maximo e traslocando le attività culturali in un posto irraggiungibile come l’Ex-Vaccheria. Intanto, il cantiere del V ponte è ormai il simbolo del fallimento e della speculazione e l’economia interna del quartiere continua a subire colpi pesantissimi, schiacciata da due centri commerciali, senza prospettiva.
Il resto, per fortuna, non è solo polizia.
Le nostre vite sono simili a quelle di tanti/e altri/e abitanti dei quartieri popolari di Roma e non solo. Da una periferia vicina, il Quarticciolo, ci arriva una richiesta di solidarietà per difendere insieme quello che facciamo nei quartieri e quello che desideriamo per le nostre vite. In questo momento il governo ha deciso di esportare anche al Quarticciolo il modello punitivo-penitenziario applicato nel 2023 a Caivano. Anche là, come al Laurentino 38, Brumotti e Don Coluccia sono i testimonial del populismo penale e della propaganda violenta che usa i problemi sociali per spianare la strada alla speculazione e al controllo di chi è poverx.
Per confrontarci tra quartieri popolari e sostenerci reciprocamente parteciperemo all’assemblea di sabato 18 gennaio a piazza del Quarticciolo.
(di)Saggio al Sesto Ponte
Autogestiamo spazi e condividiamo saperi contro la speculazione nelle borgatedalle 18:00
Aperitivo, stuzzichini, dj-set e musica live con il Saggio per la conclusione della prima turnata di corsi della sala prove autogestita “Beat & Kill”
L38Squat – Sesto Ponte – Via domenico giuliotti 8x912:23
Nei giorni scorsi, un servizio televisivo di uno dei peggiori programmi RAI ci ha buttato nel tritacarne della guerra ai poveri e a chi è esclusx.
Il montaggio, in soli 2 minuti, fa apparire il Laurentino 38 come uno dei posti più brutti al mondo: immagini e parole violente che raccontano il nostro quartiere spogliandolo di dignità. Un miscuglio di sensazionalismo e criminalizzazione che non vuole certo far emergere i problemi delle persone che ci abitano ma solo costruire una versione umiliante, utile a chi è in cerca di visibilità e propaganda.
Per don Coluccia e l’intervistatrice, il Centro sociale del sesto ponte andrebbe sgomberato supportando questa tesi con un collegamento diretto tra noi, lo spaccio e la criminalità organizzata.
Quando gli abitanti lamentano l’incuria di Ater per appartamenti senza manutenzione da più di 20 anni il servizio, invece, corre veloce.
Non sappiamo a chi faccia un favore questo schifo televisivo, registrato nei primi giorni di ottobre e poi proposto solo ora.
Per certo racconta bene la Roma del giubileo e le politiche dedicate a chi vive nelle periferie: abbandono e polizia.
Questa volta è toccato a noi ma nella giostra della propaganda fascista capitano ogni giorno migliaia di vite simili alle nostre.
Che abbia coinciso con le notti di protesta al Corvetto contro la brutalità poliziesca per l’uccisione di Ramy e con gli sgomberi di massa delle case occupate a Caivano, dice già da che parte stiamo.
Lamentarci non è nel nostro stile: stiamo già preparando una risposta in strada per i prossimi giorni, proprio quando diamo più fastidio e dove meglio crediamo.
Più che una novità per il Laurentino 38 è una rinnovata battaglia tra politici di diversa bandiera.
I vecchi dicono ai nuovi che i cantieri sono fermi. I nuovi dicono ai vecchi che i lavori vanno avanti nonostante i debiti lasciati dai vecchi.
Di una cosa però possiamo stare sicurx: vecchi e nuovi sono pronti a prendersi i meriti quando e se qualche “opera” verrà conclusa. Sono persino riusciti a cantare vittoria per l’inaugurazione del teatro ad Elsa Morante, che per 10 anni era stato lasciato vuoto.
Il progetto di riqualificazione del quinto e sesto ponte è una lunga scia di speculazione che solo la costante attenzione degli abitanti riesce a smascherare.
Se un cantiere illegale e succhia soldi è stato smantellato, se le perdite di acqua sono state riparate, se i lavori del quinto ponte sono lentamente ripresi e ogni giorno devono dimostrare che qualche piccola cosa succede, è solo merito di chi si attiva, monitora e porta avanti proteste e denunce sociali.
Tutto sembra come sempre ma intorno a noi le cose accadono e peggiorano.
Abbiamo vite sempre più strozzate, un quartiere sempre più spento e il cambio di destinazione d’uso del quinto e sesto ponte per mettere la parola fine alle realtà sociali e alle serrande commerciali ne è un esempio evidente.
Tutto deve scorrere inesorabilmente tra Maximo e Euroma2, i corpi devono essere numeri, le malattie un destino scritto.
La nostra più grande paura è che invece della voglia di riscatto, sia la bruttezza a prevalere nei cuori e nelle menti. Se lo specchio del quartiere è l’immagine tremenda del cane che è stato abbandonato nel garage del sesto ponte, dobbiamo darci uno scrollone prima di sprofondare davvero.
In questi ultimi tempi la politica ha giocato le ennesime carte sporche. Un incendio nel parcheggio adiacente al municipio ha fatto parlare di intimidazioni e minacce ai politici, poco importa che a distanza di poche ore si sia chiarita l’origine.
Le dichiarazioni roboanti su RomaToday hanno solleticato Don Coluccia, il prete pallonaro antispaccio, che non si è fatto mancare una passeggiata per i ponti con la questura al seguito.
Il clima di paura e solitudine va spezzato insieme.
Per non restare in balia degli eventi.
Per pretendere una casa per tutti e tutte, per chi è nelle liste da quando è bambinx e ora vuole costruirsi una vita autonoma da persona adulta, per chi ha o non ha i titoli secondo la burocrazia assassina.
Per resistere insieme allo sgombero del sesto ponte e difendere L38Squat.
I nostri appelli hanno già raggiunto chi abita in città e si organizza lottando.
Dai concerti in strada alle manifestazioni contro la speculazione ed il controllo sociale, dalla solidarietà attiva nei confronti di chi è sotto sfratto alle manifestazioni contro la violenza patriarcale.
Da quando l’ennesimo progetto di speculazione ha messo le mani sopra la vita di chi abita nel quartiere Laurentino 38, abbiamo scelto di non restare in silenzio e di considerare ogni attacco ad una vita desiderabile l’occasione per lottare.
Le minacce di sgombero nei confronti di L38Squat stanno rafforzando le relazioni intorno a noi e ci convincono sempre di più a lasciare il segno in quartiere, a farci innamorare ogni giorno di chi alza la testa in ogni parte del mondo per non far vincere la rassegnazione e la solitudine davanti alla crudeltà e alla violenza dei ricchi e dei politici.
Invitiamo tuttx a raggiungerci, ancora una volta, dove vogliamo restare e resistere.
Venerdì 28 giugno ore 18 appuntamento nel cortile del sesto ponte davanti a L38Squat (lato via Domenico Giuliotti)