Qui tra le fiamme si muore

Pubblichiamo una lettera scritta da abitanti del quartiere Laurentino 38 in supporto a L38Squat:

Qui tra le fiamme si muore.

Le nostre periferie sono sotto attacco. Il centro sociale e ciò che rappresenta è sotto attacco! Non con bombe o spari di fucile ma con una silenziosa violenza che fa più danni di un arma vera.

Ci vogliono sfiniti, imbarazzati delle condizioni in cui ci fanno vivere e colpevoli. Si! Colpevoli di non riuscire a sostenere il loro regime imposto, e se c’è qualcuno che prova a dare un aiuto concreto e lo fa dignitosamente al posto loro, va perseguitato più degli altri.

Ci vogliono isolati, sospettosi dell’altro e deboli, per poterci controllare. Così i luoghi di incontro, le nostre piazzette, i nostri muretti e i nostri vicini, diventano nemici da combattere, spazi da sgomberare, persone da silenziare, comunità da perseguitare.

In questi palazzi e in queste periferie si muore più di quanto viene raccontato; di colpo o piano piano, di freddo ed emarginazione o tra le fiamme generate da cortocircuiti ed incuria.

Siamo soli e costruiamo il nostro quotidiano aiutandoci nelle piccole cose, scambiandoci quel poco che abbiamo o semplicemente dandoci un abbraccio. Lo squat è casa nostra! Sono i vicini a cui andiamo a bussare quando nessuno ci apre la porta.

L38 squat resta anche quando le luci degli uffici si spengono e chi vi lavora dentro e viene pagato per ascoltarci, vuole solo sbrigarsi a staccare dal turno per tornare nel proprio orticello. Quando lo squat verrà sostituito dall’ennesimo cantiere che resterà incompiuto, tutti avremo perso e la solitudine farà più paura della violenza.

Infami level pro

Succede che la mattina ti svegli con le guardie addosso che vogliono sgomberare una casa collettiva e uno spazio dove hai vissuto più di vent’anni di incontri, conflitti, gioie, pianti, amori e amicizie.
Succede che la mattina ti svegli e corri sulla Colombo perché la possibilità di vivere e sognare è sotto attacco.

Succede che quella stessa mattina gli infami festeggiano la loro infamia e, mentre stai portando solidarietà ax compagnx di Ostia, arrivano al cancello di L38Squat e attaccano un foglio di merda in cui annunciano 1 mese di tempo prima di procedere con lo sgombero coatto del sesto ponte.

Ma di coattx qua ce stamo noi e dunque:
signori di Ater, proprio voi piazzati là dai fascisti di fratelli d’italia, dal partito delle guardie, dei ricchi e della guerra. Grandissimi pezzi di merda che avete il coraggio di presentarvi in un quartiere che state devastando, in cui condannate le persone a rischiare la vita negli incendi e tra le macerie degli alloggi senza servizi né manutenzione oggi vi auguriamo tutto il male del mondo. Davvero crediamo che la dovete pagare tutta questa cattiveria, tutta questa infamia.

Chiudiamo qui, dando massima solidarietà e disponibilità a chi occupava ZK.
Occupiamo ancora, facciamo piangere i ricchi e i politici. Ancora e ancora.

14 febbraio manifestazione al Laurentino 38.
Ore 16 sotto al sesto ponte occupato.

L38Squat – sesto ponte occupato – per una vita libera insieme.
Non un “locale ater” ma una casa collettiva e un centro sociale costruito con i nostri sogni migliori e la passione più ardente.

Martedì 2 settembre al Laurentino 38 – Appello a chi lotta in città per una discussione aperta

Martedì 2 settembre al Laurentino 38

Appello a chi lotta in città per una discussione aperta.

Durante questa estate diverse realtà si trovano ad affrontare la speculazione violenta nei propri contesti di vita e di lotta.
Roma e provincia sono cantieri a cielo aperto di progetti mortiferi e di colate di cemento che precedono sgomberi, sfratti e nuove espulsioni dalla città per chi non può permettersela.
A Roma e nella regione intera, per legge le cantine ed i garage diventano luoghi abitabili in linea con la tendenza del governo nazionale che investe sull’edilizia carceraria come unica edilizia popolare consentita.
Come collettivo che autogestisce L38Squat – il Centro sociale del sesto ponte – chiamiamo tuttx a raccolta per discutere gli sviluppi in corso nelle nostre situazioni e per aggiornare la nostra rete di relazioni su cosa sta cambiando velocemente nel nostro quartiere.

Vogliamo organizzare una resistenza collettiva e vogliamo farlo con gli altri focolai di lotta in città e con tutte le persone che vogliono aggiungersi con idee ed energie.
La proposta è stata già raccolta dal collettivo del Bilancione Occupato per le lotte contro il porto crocieristico a Fiumicino, dal collettivo che autogestisce Strike e che vede sorgere un cantiere per una residenza di lusso per studenti nello spazio che BNL ha conquistato nella trattativa con l’ex OZ (Officine Zero), dal collettivo del De Lollis Underground che con uno studentato ci divide lo spazio e tutte le implicazioni questo comporta e dal collettivo del CSOAT Auro e Marco su quello che si muove tra sgomberi e riqualificazione nel quartiere di Spinaceto.

Invitiamo il quartiere e chi vuole lottare fianco a fianco ad aggiungersi:

martedì 2 settembre ore 18.30 a L38Squat, via Domenico Giuliotti 8x, sesto ponte del quartiere Laurentino 38

Apri il link seguente ed ascolta il nostro intervento a Radio Onda Rossa per ricordare a tuttx l’assemblea di domani, 2 settembre, a L38Squat.

http://www.ondarossa.info/newsredazione/2025/09/2-settembre-assemblea-l38squat

Ascolta il nostro intervento direttamente dal player qui sotto:

L38Squat – PALESTINA LIBERA

Domenica 29 Giugno – Sempre più piratx!

Domenica 29 giugno

SEMPRE PIÙ PIRATX

Programma della giornata:

ore 12
inizio della giornata con banchetto per iscrizione delle squadre per i giochi

ore 13:30
pranzo a sostegno dei lavori sul tetto di L38Squat

ore 15
inizio dei maxi giochi:

  • contest di sculture di sabbia a squadre
  • beach volley
  • staffetta tra mare e monti

ore 19
premiazioni

ore 20
cena

Durante tutta la giornata fino a dopo cena:
bar no porto
dj set
circo pirata

porta il costume, l’ombrellone, gli strumenti per le sculture di sabbia e il bicchiere

Palestina libera dal fiume fino al mare.

Difendere i nostri spazi
Resistere nelle strade
Lottare insieme giorno dopo giorno

L38Squat e Bilancione Occupato vi aspettano al Bilancione Occupato – Vecchio faro di Fiumicino

Domenica 8 Giugno – Ritorna l’imperdibile mattinée – Non cantare dal pulotto canta solo a L38!

Domenica 8 Giugno non prendere impegni!

Ritorna l’imperdibile mattinée con un’altra edizione di: Non cantare dal pulotto canta solo a L38!

Dalle ore 12:00: Pranzo benefit per la cassa di solidarietà “La Lima

A seguire: Karaoke, Cluedo Vivente ed altri giochi!

Ci vediamo a L38Squat in via Domenico Giuliotti, 8x sopra il sesto ponte del Laurentino38!

NO AI MEGA PROGETTI DI DEVASTAZIONE – FERMIAMO IL PORTO CROCIERISTICO A FIUMICINO!

NO AI MEGA PROGETTI DI DEVASTAZIONE – FERMIAMO IL PORTO CROCIERISTICO A FIUMICINO!

Il Bilancione Occupato è un pezzo di cuore nostro.
Il Bilancione è molto più di uno spazio fisico: è un luogo di aggregazione, cultura e resistenza, un presidio di lotta che in questi anni ha rappresentato un punto di riferimento per il territorio di Fiumicino e per chi vive di relazioni basate sull’autorganizzazione e la solidarietà.

Il porto crocieristico di Fiumicino promosso da Royal Caribbean è una minaccia alla vita del mare e delle persone.
Ancora una volta, dietro la retorica dello “sviluppo” si nasconde la solita logica predatoria: cemento, inquinamento e speculazione a beneficio di pochi, a discapito di tuttx. Questo mega progetto trasformerà la costa in un’enorme infrastruttura turistica, cancellando la vita. I profitti delle multinazionali delle crociere arriveranno al prezzo di un ecosistema compromesso, dell’erosione costiera e dell’inquinamento marino e atmosferico, come già avvenuto in tanti altri porti del Mediterraneo.

Il nostro NO al porto crocieristico a Fiumicino ha riscontro nella lotta.

Giù le mani dal Bilancione!
Ci vediamo fianco a fianco a Fiumicino.

L38SQUAT

Domenica 2 febbraio un presidio solidale ha interrotto la normalità e il silenzio

Domenica 2 febbraio un presidio solidale di un centinaio di persone ha interrotto la normalità e il silenzio che tengono in piedi il campo di deportazione a Ponte Galeria.

Durante il presidio alcuni reclusi hanno preso i tetti – unico modo per vedere e farsi vedere da un lager infossato in una palude e circondato da mura di 8 metri – e sono stati bloccati dalle guardie; poco dopo, una colonna di fumo nero è apparsa più volte nella sezione maschile.

Il presidio è stato un momento di denuncia grazie al coraggio dei e delle parenti di Moussa Balde e di Ousmane Sylla – uccisi dalla violenza dei CPR a Torino e Roma.
La loro presenza, i loro interventi, le proteste dei reclusi nel CPR sono motivi in più per fare la nostra parte di lotta qui fuori.

Domenica 2 febbraio, quelle mura – sorvegliate, militarizzate, pensate per far scomparire – sono state abbattute dalla solidarietà e il coraggio delle persone reclusx. Con il cuore e lo sguardo rivolti a chi è rinchiusx a Ponte Galeria, a chi paga il prezzo della ribellione sulla propria pelle, a tutte le persone recluse in ogni prigione del mondo, il presidio si è sciolto al grido di FREEDOM – HURRIYA – LIBERTÀ.

Dei CPR solo macerie

Assemblea di solidarietà e lotta

DOMENICA 2 FEBBRAIO ORE 15:30 PRESIDIO DAVANTI ALLE MURA DEL CPR DI PONTE GALERIA

DOMENICA 2 FEBBRAIO ORE 15:30 PRESIDIO DAVANTI ALLE MURA DEL CPR DI PONTE GALERIA

Torniamo lì, dove il ferro e il cemento segnano l’invisibilità di chi è reclusx per il solo fatto di esistere, per non essere natx nel luogo giusto. Torniamo davanti alle mura del CPR di Ponte Galeria per essere fianco a fianco di chi, dentro e fuori quelle mura, combatte ogni giorno contro l’annientamento che lo Stato infligge con il razzismo e l’esclusione.

Lo Stato sta affinando la sua guerra e lavora con nuovi strumenti per segregare, selezionare, controllare ed espellere. Il decreto Cutro trasforma ogni angolo della città in un potenziale campo di concentramento. Ogni stanzino di un edificio pubblico può diventare un temporaneo luogo di prigionia e tortura. Deve vincere l’isolamento per evitare che le persone si organizzino insieme, nelle rivolte e nelle evasioni. Ecco che il CPR di Gradisca d’Isonzo, come sta avvenendo nelle ultime settimane, ci parla di dignità, di una parte di popolazione che resiste e un’altra che opprime.

Il razzismo sistemico si riproduce ogni giorno. Ogni volo di linea è un luogo in cui può avvenire un’espulsione e ogni espulsione è questa società che si riproduce nel nome della sicurezza come strumento di propaganda.

Ogni operazione di polizia, ogni retata in quartiere o nelle campagne, è la propaganda del razzismo che si alimenta sulla vita delle persone: è la politica di questo governo, è la natura della sua democrazia.

Ogni zona rossa vuole essere una prigione sotto il cielo. Uno strumento pensato per legittimare sempre più l’uso della polizia e della sua violenza. Lo abbiamo visto a Corvetto, dove il quartiere è diventato una cassa di risonanza per giustificare gli abusi della polizia, ma nello stesso tempo grido di riscatto e coraggio. Dove ogni corpo, ogni volto, viene sottoposto alla violenza del razzismo e della conseguente criminalizzazione. Tutto per difendere la sicurezza dei ricchi di continuare a sfruttare, tutto per alimentare la guerra contro chi non ha diritto di esistere dove ha scelto di stare.

A Quarticciolo la guerra assume l’altra faccia della stessa medaglia. La polizia, le retate, i modelli Caivano, le deportazioni: una guerra che fa leva sull’umiliazione, sulla separazione, sull’esclusione. È la guerra dei governi, la guerra sulla pelle di chi non può essere altro che una merce da spostare, da annientare, da sottomettere.

A chi si ribella, a chi prova ad alzare la testa, lo Stato risponde con la sua violenza. La risposta è un corpo strappato via dalla vita, deportato in un lager legalizzato, pestato e torturato affinché non si ribelli, affinché non sia di esempio.

Vogliamo tornare là, davanti alle mura di Ponte Galeria, dove l’unica sezione femminile del Paese è chiusa in un angolo dimenticato posto ai confini della città.

Per sostenere le resistenze quotidiane di chi è reclusx, chi lotta ogni giorno per la propria libertà, per la propria dignità. Vogliamo tornare là per dire, ancora una volta, che non avranno il silenzio di cui necessitano le torture.

Hanno un solo nome: infami.

Vogliamo tornare davanti alle mura di Ponte Galeria, dove ogni giorno si riscrive la storia di chi rifiuta la prigione: nelle sezioni che prendono fuoco, nelle evasioni, nella dignità della vita in un sistema di morte.

FREEDOM HURRIYA LIBERTÀ

Assemblea di solidarietà e lotta