Da sabato il Laurentino 38 è sulla bocca di tuttx, non per lo stigma che ogni volta viene attribuito a chi vive nelle periferie, ma per la fantasia e il cuore che mettiamo nella solidarietà.
Abbiamo organizzato un pomeriggio di musica in strada partendo con zero soldi ma è stata la forza delle relazioni la nostra vera possibilità.
Dal quartiere e da tante città lo sforzo è stato comune: non la “nostra” street parade ma un momento dove mettere al centro la vita e la bellezza della lotta.
Sappiamo che quando si è in tantx non tutto fila liscio ma è stato importante che tante persone venissero in quartiere per sapere cosa sta accadendo e mettere il Laurentino 38 in relazione con il resto della città.
Anche se suona strano quando si è parte della stessa cosa, ringraziamo chiunque abbia portato il suo contributo, dalla musica alla creatività, dal senso di responsabilità alle idee pazze.
Ringraziamo chi è scesa dai palazzi e ha portato un sorriso, balletti spettacolari e travestimenti assurdi.
Ringraziamo i collettivi di lotta, i/le compagnx che da 35 anni camminano al nostro fianco.
Ringraziamo i giornalisti di Fuori dal coro perché è sempre bello vederli andare via dal quartiere.
Ringraziamo le guardie che hanno bloccato ogni strada creando apposta il traffico per generare malcontento ma gli unici a non essere felici erano loro: ci sta, nessunx vuole essere amicx delle guardie.
In un periodo in cui siamo concentratx su quanto accade nel nostro quartiere e sulla dichiarazione di sgombero che ci ha recapitato Ater, non possiamo che rivolgere la stessa attenzione nei confronti di chi resiste in altri contesti a pochi chilometri da noi.
Che sia la lotta di chi abita a Bagnoli contro l’opera di devastazione che subordina la vita a un evento per ricchi come l’America’s Cup o un progetto di riqualificazione come pretesto per fare il deserto in una città come L’Aquila, sappiamo di resistere agli stessi attacchi.
Nelle ultime settimane CaseMatte ha lanciato un appello alla solidarietà che riportiamo qui sotto. Parlare di riqualificazione a L’Aquila è già un paradosso, essendo una città in cui la ricostruzione post terremoto, protratta per decenni, è stata l’occasione per costruire una città vetrina ultra sorvegliata.
C’è un filo che lega L38Squat a L’Aquila ed è fatto di incontri come l’hackmeeting e di tante battaglie: dalla solidarietà alla popolazione colpita dal terremoto e sottoposta al controllo militare nelle tendopoli a quella nei confronti di chi è sopravvissuta a uno stupro di militari dell’operazione “Strade Sicure” ed ha affrontato un processo agghiacciante, dove si è trovata accusata invece che difesa. Dalle lotte contro il 41 bis, al fianco della prigioniera rivoluzionaria Nadia Lioce, a quelle per chiudere un’ex sezione del regime 41 bis, diventata luogo di isolamento per le prigioniere anarchiche. Dai processi contro le compagne femministe accusate di diffamazione dall’avvocato Valentini, difensore del militare stupratore Tuccia, a quelli contro i militanti palestinesi.
L’attacco contro CaseMatte è volto ad annientare ogni possibilità di confronto e di lotta nel territorio aquilano. Invitiamo tuttx a scegliere la propria modalità di sostegno a questa realtà sociale.
In questa pagina stiamo raccogliendo i comunicati di solidarietà contro lo sgombero di L38Squat che stanno arrivando da altri gruppi, spazi ed individualità.
Campetto Occupato
Il giorno dello sgombero dello ZK ad Ostia, mentre compagne e compagni accorrevano a portare solidarietà, sul portone di un altro spazio nostro fratello, L38SQUAT, veniva affisso un foglio che entro un mese sarebbe avvenuto lo sgombero. Un attacco costante e infame agli spazi occupati e autogestiti a cui solo la solidarietà e la resistenza può dare risposte. Siamo con voi compagne e compagni. Come sempre!
Quarticciolo Ribelle
Nodo Solidale
La stessa mattina dello sgombero di ZK Squat, il 29 gennaio, è stato dato un mese di tempo alle compagne e ai compagni del Sesto Ponte del Laurentino 38 per abbandonare un’occupazione abitativa e sociale che resiste da 35 anni, in una delle periferie popolari di Roma.
Entrambi questi spazi appartengono alla nostra storia attraverso una complicità che dura sin dalla nascita, quasi due decadi fa, del Nodo Solidale. I centri sociali, gli squat, le occupazioni abitative e sociali sono il territorio naturale della solidarietà popolare e internazionalista, in questi ambiti il Nodo Solidale ha realizzato, insieme a centinaia di compagn* negli anni, cene sociali, dibattiti, mostre, concerti, riunioni e manifestazioni, divenendo cuore pulsante, militante, collettivo della metropoli.
L’attacco a ZK e la volontà di sgombero di L38 Squat, due realtà del quadrante Roma Sud/Ostia, si inseriscono nel tentativo da parte dello Stato di mettere fine all’esperienza di un intero movimento che ha dimostrato anche quest’anno durante la grande mobilitazione per la Palestina di essere l’unico antidoto alla svolta autoritaria in atto in Italia e non solo. Vogliono sottrarre gli spazi fisici di questa forza.
Prima il Leonkavallo a Milano, poi Askatasuna a Torino e le minacce a Officina 99 a Napoli e qui a Roma a Spin Time. Vogliono sgomberare la storia, vogliono reprimere il presente.
Da entrambe le sponde dell’oceano in cui è attivo il nostro collettivo inviamo un abbraccio solidale e ribelle alle sorelle e ai fratelli da sempre nostri complici e invitiamo a partecipare a tutti i passaggi di mobilitazione per difendere gli spazi sociali. Uno per uno, metro per metro.
14 febbraio 2026 – Love L38 Parade – Perché l’amore è un’altra cosa
Il 14 febbraio siamo in strada, accanto a L38Squat Sesto Ponte – Laurentino 38 perché l’amore è un’altra cosa e le persone che abitano e attraversano lo squat lo sanno bene. Perché durante questi 35 anni di occupazione sono state costruite relazioni e percorsi che hanno messo al centro l’amore e il benessere di tutt. Perché, come rete campagne in lotta, in questo spazio abbiamo incontrato persone alleate e tante forme di convivenza e resistenza. Perché come persone non italiane e non ricche nel L38Squat abbiamo trovato uno dei pochi spazi dove siamo state accolte davvero, senza pregiudizi e razzismi, per organizzare in autonomia le nostre lotte. Perché sappiamo bene che la solidarietà tra chi è sfruttat e vive ai margini può davvero cambiare i rapporti di forza.
Ci vediamo il 14 febbraio, contro sgomberi ricchi e politici!
Daje L38Squat e grazie per insegnarci ogni giorno che l’amore è un’altra cosa!
Ci sono luoghi che non sono solo muri. Sono respiri collettivi, architetture di relazioni, officine di comunità.
Dal mare di Fiumicino ai ponti del Sesto Ponte – Laurentino 38, dal Bilancione a L38, ci unisce un’idea semplice e radicale: le periferie non sono margini da amministrare, sono centri di possibilità.
Il Laurentino 38 in questi anni ha dimostrato che uno spazio sociale non è solo un luogo da difendere, ma un laboratorio politico permanente: L38 è mutualismo quotidiano, è organizzazione popolare, è cultura che nasce dal basso, è vicinato che diventa comunità. È la prova concreta che quando le persone si mettono insieme possono trasformare l’abbandono in presenza, la solitudine in rete, il bisogno in forza collettiva.
Noi del Collettivo No Porto_Bilancione occupato riconosciamo in questa esperienza la stessa costellazione di pratiche che attraversa Roma Sud e il litorale: realtà diverse, autonome, meticce, ma unite dalla scelta dell’autogestione, dalla cura dei territori, dalla costruzione di alternative reali al modello di città che esclude, privatizza, espelle.
Non ci muove soltanto la solidarietà contro una minaccia di sgombero. Ci muove la volontà di affermare un’altra idea di città. E lo diciamo con ancora più forza dopo lo sgombero di ZK: sgomberare ZK ha significato cercare di colpire una comunità che produceva cultura indipendente e solidarietà concreta. Ha significato ribadire una visione di città dove ciò che non genera profitto deve sparire. Ma anche in quel caso hanno scoperto una cosa semplice: si possono chiudere porte, ma non si possono spegnere relazioni. Le pratiche sopravvivono agli edifici. Le idee attraversano le transenne.
⚠️Quando parlano di “riqualificazione” sappiamo cosa intendono: una parola fredda che troppo spesso significa sfratti, cancellazione della memoria, espulsione per fare spazio al profitto. È un copione già visto. Lo hanno scritto contro Leoncavallo, contro Askatasuna, contro ZK; lo hanno minacciato contro Officina 99, contro Spin Time, contro L38. Ogni volta hanno annunciato la fine. Ogni volta hanno trovato comunità radicate, capaci di resistere e di reinventarsi.
Colpire L38 significa colpire un’esperienza che da 35 anni dimostra che l’autogestione non è nostalgia, ma futuro praticato. Significa colpire un cuore che batte nei quartieri popolari, dove troppo spesso lo Stato arriva solo con carte bollate o camionette, ma raramente con diritti e investimenti.
Ma certi cuori non si sfrattano. E certe comunità non si cancellano con un’ordinanza.
Dal mare portiamo il vento e il sale di chi è abituatə a resistere alle mareggiate. Portiamo un abbraccio fraterno e sororale, complice, ribelle. Le nostre realtà sono figlie della stessa necessità politica: organizzarci, autogestirci, prenderci cura, non lasciare nessunə indietro, trasformare la rabbia in progetto.
📆Saremo in strada, alla LOVE street parade di sabato 14, come parte della stessa famiglia resistente che attraversa Roma Sud, per dimostrare che l’AMORE è un’altra cosa!
Perché difendere L38, dopo ZK, non è un gesto difensivo. È un atto offensivo di immaginazione politica.
Ponte dopo ponte, quartiere dopo quartiere, continueremo a intrecciare percorsi, esperienze, lotte.
L38 è un bene comune vivo. E ciò che è vivo si espande, crea, contagia.
Abbiamo troppo da difendere..e ancora di più da conquistare insieme! Ci vediamo DOMANI❣️
La stessa mattina dello sgombero di ZK Squat, il 29 gennaio, è stato dato un mese di tempo alle compagne e ai compagni del Sesto Ponte del Laurentino 38 per abbandonare un’occupazione abitativa e sociale che resiste da 35 anni, in una delle periferie popolari di Roma.
Entrambi questi spazi appartengono alla nostra storia attraverso una complicità che dura sin dalla nascita, quasi due decadi fa, del Nodo Solidale. I centri sociali, gli squat, le occupazioni abitative e sociali sono il territorio naturale della solidarietà popolare e internazionalista, in questi ambiti il Nodo Solidale ha realizzato, insieme a centinaia di compagn* negli anni, cene sociali, dibattiti, mostre, concerti, riunioni e manifestazioni, divenendo cuore pulsante, militante, collettivo della metropoli.
L’attacco a ZK e la volontà di sgombero di L38 Squat, due realtà del quadrante Roma Sud/Ostia, si inseriscono nel tentativo da parte dello Stato di mettere fine all’esperienza di un intero movimento che ha dimostrato anche quest’anno durante la grande mobilitazione per la Palestina di essere l’unico antidoto alla svolta autoritaria in atto in Italia e non solo. Vogliono sottrarre gli spazi fisici di questa forza.
Prima il Leonkavallo a Milano, poi Askatasuna a Torino e le minacce a Officina 99 a Napoli e qui a Roma a Spin Time. Vogliono sgomberare la storia, vogliono reprimere il presente.
Da entrambe le sponde dell’oceano in cui è attivo il nostro collettivo inviamo un abbraccio solidale e ribelle alle sorelle e ai fratelli da sempre nostri complici e invitiamo a partecipare a tutti i passaggi di mobilitazione per difendere gli spazi sociali. Uno per uno, metro per metro.
Pubblichiamo una lettera scritta da abitanti del quartiere Laurentino 38 in supporto a L38Squat:
Qui tra le fiamme si muore.
Le nostre periferie sono sotto attacco. Il centro sociale e ciò che rappresenta è sotto attacco! Non con bombe o spari di fucile ma con una silenziosa violenza che fa più danni di un arma vera.
Ci vogliono sfiniti, imbarazzati delle condizioni in cui ci fanno vivere e colpevoli. Si! Colpevoli di non riuscire a sostenere il loro regime imposto, e se c’è qualcuno che prova a dare un aiuto concreto e lo fa dignitosamente al posto loro, va perseguitato più degli altri.
Ci vogliono isolati, sospettosi dell’altro e deboli, per poterci controllare. Così i luoghi di incontro, le nostre piazzette, i nostri muretti e i nostri vicini, diventano nemici da combattere, spazi da sgomberare, persone da silenziare, comunità da perseguitare.
In questi palazzi e in queste periferie si muore più di quanto viene raccontato; di colpo o piano piano, di freddo ed emarginazione o tra le fiamme generate da cortocircuiti ed incuria.
Siamo soli e costruiamo il nostro quotidiano aiutandoci nelle piccole cose, scambiandoci quel poco che abbiamo o semplicemente dandoci un abbraccio. Lo squat è casa nostra! Sono i vicini a cui andiamo a bussare quando nessuno ci apre la porta.
L38 squat resta anche quando le luci degli uffici si spengono e chi vi lavora dentro e viene pagato per ascoltarci, vuole solo sbrigarsi a staccare dal turno per tornare nel proprio orticello. Quando lo squat verrà sostituito dall’ennesimo cantiere che resterà incompiuto, tutti avremo perso e la solitudine farà più paura della violenza.
Succede che la mattina ti svegli con le guardie addosso che vogliono sgomberare una casa collettiva e uno spazio dove hai vissuto più di vent’anni di incontri, conflitti, gioie, pianti, amori e amicizie. Succede che la mattina ti svegli e corri sulla Colombo perché la possibilità di vivere e sognare è sotto attacco.
Succede che quella stessa mattina gli infami festeggiano la loro infamia e, mentre stai portando solidarietà ax compagnx di Ostia, arrivano al cancello di L38Squat e attaccano un foglio di merda in cui annunciano 1 mese di tempo prima di procedere con lo sgombero coatto del sesto ponte.
Ma di coattx qua ce stamo noi e dunque: signori di Ater, proprio voi piazzati là dai fascisti di fratelli d’italia, dal partito delle guardie, dei ricchi e della guerra. Grandissimi pezzi di merda che avete il coraggio di presentarvi in un quartiere che state devastando, in cui condannate le persone a rischiare la vita negli incendi e tra le macerie degli alloggi senza servizi né manutenzione oggi vi auguriamo tutto il male del mondo. Davvero crediamo che la dovete pagare tutta questa cattiveria, tutta questa infamia.
Chiudiamo qui, dando massima solidarietà e disponibilità a chi occupava ZK. Occupiamo ancora, facciamo piangere i ricchi e i politici. Ancora e ancora.
L38Squat – sesto ponte occupato – per una vita libera insieme. Non un “locale ater” ma una casa collettiva e un centro sociale costruito con i nostri sogni migliori e la passione più ardente.